mercoledì 26 febbraio 2014

The Lost Dinosaurs

Ciao Mondo sono il Dottor Zero e benvenuti a "La Zona ai confini del Fantastico".
Comunque mamma mia ragazzi o ragazze, "The Lost Dinosaurs"!
Su questo film ci sarebbe un fottio di roba da dire e dunque non perderò tempo in premesse e lunghe questioni meta filmiche, ma almeno concedetemi questo:
"The Lost Dinosaurs" è LA MORTE DEL CINEMA!
Ok è una frase di notevole peso e dunque devo spiegare il motivo di tale affermazione.
Partiamo dal fatto che propriamente non è "The Lost Dinosaurs" a essere LA MORTE DEL CINEMA, bensì è il genere a cui appartiene a essere LA MORTE DEL CINEMA.
"The Lost Dinosaurs" è l'ennesimo mockmentary/found footage/P.O.V, il genere di film horror più abusato negli ultimi 2/3 anni sopratutto per colpa di pellicole quali "Paranormal Activity".
Sappiamo più o meno tutti che questo genere è nato grazie a "Cannibal Holocaust", ma che è stato portato alla ribalta da "Blair Witch Project".
Ebbene per me il mockumentary o P.O.V o il found footage (o come caspio volete chiamarlo) sono LA MORTE DEL CINEMA.
Potremmo parlare di regia invisibile e regia tecnica approfondendo il discorso, ma questo porterebbe via tempo.
Anzi sapete che vi dico, parliamone.
Esistono due linee di pensiero o due filosofie per quanto riguarda la regia cinematografica:
  • C'è chi apprezza la regia "invisibile";
  • E chi invece preferisce la regia "tecnica";
Fondamentalmente chi ama la regia "invisibile" preferisce osservare il film in maniera passiva, ovvero da mero spettatore.
Non essendoci movimenti di macchina o composizioni d'inquadratura la visione risulta semplice, lineare e cristallina.
Questo per alcuni significa una maggiore "sospensione del dubbio" e di conseguenza un coinvolgimento maggiore.
Ovviamente il mockumentary/found footage/P.O.V ricerca questo tipo di regia.
Io parteggio per la regia "tecnica".
Diciamo fin da subito che la macchina da presa non è un bastone, non si può agitarlo per aria e sperare che così nasca un bel film.
Una pellicola ha bisogno oltre che di una solida trama (o almeno degli spunti interessanti), anche di una "grammatica visiva".
Prendiamo un esempio facile facile:
Poniamo il caso che acquistate un libro, lo leggete e che la storia vi piaccia molto.
Ma cavolo perché ci sono così tanti errori ortografici? Perché le virgole sono fuori posto?
Insomma il concetto è che un libro può avere anche la storia più bella del mondo, ma senza una grammatica sarebbe una schifezza.
La stessa cosa riguarda i film, in cui esiste una "grammatica visiva".
Ogni regista ha la sua personale "punteggiatura", ma ci sono determinate "regole grammaticali" imprescindibili che rendono un film un FILM.
LA MORTE DEL CINEMA avviene proprio quando si ricerca fino al massimo estremo di togliere ogni possibile "punteggiatura", per abbracciare la regia "invisibile" ed è per questo che i mockumentary/ecc... sono LA MORTE DEL CINEMA.

Comunque reggetevi forte perché ora comincia la "recensione" vera e propria.

La prima cosa che faccio notare è il titolo originale "The Dinosaur Project" (che poi non ho ben capito perché qui in Italia è stato cambiato con "The Lost Dinosaurs"). Chiaramente non c'è nessun riferimento a "Blair Witch Project", PROPRIO NESSUNO!
Divertente poi come la locandina non rispecchi per niente il contenuto del film, poichè di T-Rex ne vedremo a bizzeffe (ma anche no) e i dinosauri più piccoli sono completamente diversi da quelli della pellicola.
Pubblicità ingannevole?
Comunque parliamo della trama e del campionario di personaggi principali e non (tralasciando alcuni soprammobili umani).

Prima di iniziare, il film ci ricorda che le immagini sono state recuperate e che non sono state in alcun modo alterate, perché ovviamente sappiamo tutti che il montaggio non altera in nessuna maniera la narrazione visiva di una pellicola!
E già questo è una gigantesca mazzata sui denti della "sospensione del dubbio".
La trama in sintesi (tanto non c'è molto da dire):

IL SASSO
IL SASSO è un criptozoologo che assieme ad altri tizi criptozoologi e una troupe televisiva parte per la giungla del Congo, alla ricerca della versione africana di Nessie.
Il suo ruolo cliché è quello del tipico padre separato che non capisce il figlio adolescente in piena fase di ribellione e si comporta come un sasso, perché non manifesta sentimenti umani per gran parte del film.
Lui è un criptozoologo e nemmeno davanti a un dinosauro vivo si lancia in festeggiamenti.
La sua frase ricorrente è "LUKE!" (inserire qui una battutaccia su "Luke sono tuo padre") e praticamente per tutta la durata della pellicola pensa che suo figlio sia una schiappa.
IL PROTAGONISTA CLICHÉ (in realtà tutti i personaggi sono dei cliché, ma lui più di tutti)
IL PROTAGONISTA CLICHE' è il tipico teenager in fase adolescenziale/prepubertà/pubertà.
Vorrebbe un abbraccio da IL SASSO, che però lo tratta sempre male e dunque ha un rapporto conflittuale con il padre (roba mai vista prima!).

IL PROTAGONISTA CLICHE' per dispetto s'intrufola nella spedizione e fornisce alla troupe televisiva (e sottolineo fornisce alla troupe televisiva) fotocamere adesive ad alta definizione a infrarossi e impermeabili, che salvano le riprese su dei comodi hardisk da zaino attraverso un collegamento wireless magico o frutto di avanzatissima tecnologia spaziale.
I giovani d'oggi!
*Scuote la testa indignato*
LA TIPA INUTILE
LA TIPA INUTILE è INUTILE, non è una tipa interessante, non ha una tresca amorosa con IL PROTAGONISTA CLICHE', pur essendo un medico non cura nessuno, insomma è UNA TIPA INUTILE.
LA TIZIA CHE SEMPLICEMENTE SE NE VA
Abbiamo poi LA TIZIA CHE SEMPLICEMENTE SE NE VA, in pratica dopo la metà del film scompare senza dire niente a nessuno.
Semplicemente boh non si vede più, molto probabilmente è stata licenziata perché anche il suo personaggio era inutile (non quanto la TIPA INUTILE, ma c'era una bella sfida fra le due a chi fosse la più inutile).
L'OMBRA
E infine L'OMBRA, ovvero il tipo geloso del successo di IL SASSO, praticamente è l'unica cosa interessante del film, se non fosse che:

1) E' UN CLICHE';
2) Gli sceneggiatori (si erano due e uno era perfino il regista [sempre se si può definire tale]) entrano in sala durante la proiezione, si siedono vicino a te e con uno strano sorriso ebete estraggono dalla tasca una manciata di fogli stropicciati.
Tu con la coda dell'occhio osservi il titolo che recita "The Dinosaur Project sceneggiatura prontuario delle scene".
Ebbene uno dei due si lecca il dito, sfoglia velocemente le pagine (dieci di numero), osserva lo schermo e poi salta verso pagina 8, mentre l'altro suona una vuvuzela e una gran cassa.
Al chè il primo grida ad alta voce usando un megafono a una distanza approssimativa di tre millimetri dal tuo orecchio sinistro, uno spoiler su come va a finire il film.
E tutto questo nei primi 10/15 minuti di film.
Grazie Sid Bennett, veramente grazie di cuore.

Quindi la trama è sempre la stessa:
Gruppo di persone finisce in un posto pericoloso abitato da cose pericolose, vivono situazioni pericolose e muoiono imbracciando le loro fide telecamere riprendendo malamente la vicenda.
La salsa è sempre la stessa:
Zoomate feroci, inquadrature traballanti, scene notturne in piena notte, corse selvagge fra le frasche che mollano ceffoni alla telecamera, personaggi piatti quanto una fetta di formaggio svizzero, buchi logici di sceneggiatura e tutta una serie di cliché ormai abusati.
Gli effetti speciali a volte sono ok, altre volte sono ignobili.
Per tutta la pellicola si vedono quattro specie di dinosauri in croce e a proposito sui dinosauri apriamo una discussione a parte.
Ok, l'altopiano isolato dal mondo di Doyleniana memoria ("Il mondo perduto" docet), ma sul serio in oltre 65 milioni di anni l'evoluzione ha portato alla nascita di dinosauri con un'apertura alare di 4 metri che non sanno VOLARE?
I cuccioli di dinosauro si spostano di diversi chilometri dal loro nido solo come mero pretesto narrativo per consentire al gruppo di scovare l'accesso all' "INGRESSO"?
Insomma "The Lost Dinosaurs" è la solita minestra riscaldata, anzi bollente perché assaggiarla porta a una tremenda scottatura e mi stupisco di come altri invece elogino questo tipo di prodotti.
Ok, è una delle poche pellicole uscite recentemente sui dinosauri, ok i dinosauri sono fighi (qui no) ma sembra che si voglia guardare il dito (la presenza dei dinosauri) piuttosto che la Luna (la realizzazione tecnica).
La cosa che fa più rabbia è che è proprio il genere a essere marcio dentro, in fin dei conti non possiamo nemmeno dare la colpa a "The Lost Dinosaurs".
La totale mancanza di approfondimenti di qualunque genere, non solo paleontologi ma anche di rapporti umani e psicologici è dovuto al genere in sè che usa un montaggio in cui solo le scene "emozionanti" vengono usate.
Perché la scusa della mancanza di maggiori informazioni riguardo ai dinosauri o d'introspezione psicologica è "non stavano registrando in quel momento", che a me suona come una gigantesca "parac*lata".
Insomma gente per me "The Lost Dinosaurs" come tanti altri mockumentary/found footage/P.O.V è LA MORTE DEL CINEMA!
Per fortuna nel mucchio ci sono ancora pellicole come "District 9".
"IL MIGLIOR FILM SUI DINOSAURI DOPO JURASSIC PARK" 4 STELLE
Scusatemi, ma dopo una simile frase non posso far altro che inserire questo:
Ciao Mondo.

2 commenti: