martedì 18 marzo 2014

300 - L'alba di un impero


QUEST'ARTICOLO CONTIENE RIFERIMENTI SESSUALI, SE QUESTO TIPO DI TEMATICHE PRURIGINOSE NON E' DI VOSTRO GRADIMENTO, GIRATE I TACCHI SUBITO!

Ciao Mondo sono il Dottor Zero e come sempre vi do il benvenuto alla "Zona ai confini del Fantastico".
Oggi abbiamo da discutere su "300 - L'alba di un impero" e sono ovviamente necessarie delle premesse, in modo da evitare fraintendimenti.
Prima cosa da dire: 

"Non ho la minima idea di come sia la graphic novel!"

So già che L'Anonimo Troll nei commenti scriverà cose come: "Ma come fai a non avere letto la graphic novel? E' tipo il fumetto americano più importante degli ultimi 9000 anni e Frank Miller è tipo il demiurgo dell'arte fumettistica 1!!11!11!11 ecc...."

Anonimo Troll: "Ma come fai ad non avere letto la graphic novel? E' tipo il fumetto americano più importante degli ultimi 9000 anni e Frank Miller è tipo il demiurgo dell'arte fumettistica 1!!11!11!11"

Al di là di tutte le speculazioni possibili immaginabili, sul fatto che il film è o non è una buona trasposizione del fumetto, oppure del fatto che il titolo originale sia "Xerxes" (si pronuncia Herpes) e non 300 e poiché i soldati protagonisti non sono 300 di numero, dimostrando ancora una volta gli oscuri poteri delle case di produzione, francamente me ne infischio del romanzo grafico originale.
Per quanto possa sembrare crudele ai vostri occhi, al momento non ho interesse nel recuperarlo e leggerlo e dunque fatevi bastare la mia opinione personale al riguardo del film.
La seconda cosa da dire è rivolta a quelle (brutte) persone che dopo la visione di un film del genere sbuffano e borbottano frasi del tipo: "Eh ma è storicamente inaccurato!" oppure "Sì, ma dai come facevano a fare quei salti lì? E' proprio irreale!".

"300 - L'alba dell'impero è un FANTASY!"

Aspettate che ve lo scandisco perfettamente, nel qual caso non lo abbiate capito:
F  A   N  T   A    S    Y

Per alcuni potrebbe essere una cosa banale, ma sul serio mi è capitato di udire gente proferire frasi del genere, non solo dopo la visione di "300 - La tramontana di un impero" ma perfino dopo "Lo Hobbit".
Il problema è dato dal fatto che ormai gran parte del pubblico non capisce che FANTASY è un diminutivo di FANTASIA e sapete di chi è la colpa?
Sì, la colpa è di "Il trono di spade".
Ovviamente vi starete chiedendo di perché dico questo, il motivo è molto semplice:
"Il trono di spade" interessante serie dal largo consenso di pubblico ha abituato gli spettatori al fantasy "realistico".
Ormai la gente è talmente abituata a questo genere di fantasy che considera il fantasy "normale" come irreale e privo di spessore.
Ebbene gente non esiste solo il fantasy "realistico", bensì esistono un fottio di generi e sottogeneri del fantasy esattamente come per la fantascienza.
Sì, avete capito bene!
Nella fantascienza esistono, se proprio vogliamo fare un'enorme generalizzazione, due generi distinti:
  • Fantascienza hard (inserire qui una battuta sul fatto che hard non si riferisce al mondo del porno);
  • Fantascienza soft;
Francamente io non ho mai udito nessuno dire "Star Wars è brutto perché non spiegano come funzionano le astronavi" e dunque non comprendo di perché invece nel fantasy ora come ora la gente non comprenda che ci sono diversi tipi di fantasy.
Nel fantasy (sempre generalizzando alla grande) esistono tre generi:
  • Fantasy "classico" (un esempio su tutti Tolkien);
  • Fantasy sword & sorcery (il cosiddetto fantasy pulp e possiamo citare per esempio "Conan il Barbaro");
  • Fantasy "realistico" ("The Witcher" e il tanto acclamato "Il trono di spade");
Per carità non sto dicendo che "Il trono di spade" sia un'opera brutta, mi sto semplicemente scagliando contro quella tipologia di persone che pensano che il fantasy "realistico" sia l'unico modo di fare fantasy.
E' come se uno dopo aver letto Asimov dicesse "Eh, ma Verne era veramente poco scientifico!".
Dai ragazzi svegliatevi e aprite un po' la vostra mente.
Il fantasy è fantasia, è calarsi all'interno di un mondo fantastico in cui succedono cose fantastiche e assolutamente incredibili.
Secondo me, molta gente non riesce più a percepire quel "Sense of wonder" (senso di meraviglia) che si ha guardando o leggendo determinate opere di un certo tipo di fantasy.
"Eh, ma un barile non sarebbe mai rimasto integro dopo aver falciato così tanti orchetti gnè gnè gnè!".
Sapete qual è la mia risposta di fronte a queste frasi?
"E' un dannato FANTASY!"
Tutto sto papiro di roba senza nemmeno aver parlato di "300 - L'alba di un impero", forse è meglio cominciare a tirare le redini delle premesse.
Allora, la terza cosa da dire è:

"Non sono capace di dare giudizi sulle pellicole d'azione"

Sembrerà una cosa stupida però è così.
Ho una strana incapacità nel dare giudizi o pareri di fronte a pellicole come questa oppure il predecessore "300", oppure a film del calibro di "Commando" o quelli di Van Damme e soci.
Il massimo che vi potrei dire nel merito è che: non sono film adatti a me.
A differenza di altri generi, il genere azione mi rende uno spettatore apatico e passivo, in pochissimi casi mi sento coinvolto nelle rocambolesche scene di questi blockbuster e questo "300 - L'alba di un impero" non mi ha fatto cambiare di una virgola la mia opinione nel genere.
Per carità ci sono stati film d'azione che mi sono piaciuti, ma non erano film appartenenti completamente al genere e mischiavano un po' le carte. 
Comunque nel qual caso vi stiate chiedendo a quale genere (oltre all'action) di fantasy appartenga "300 - L'alba di un impero", direi che ci troviamo di fronte ad un fantasy sword & sorcery (con ben poca sorcery).
Partiamo dalla trama:

Sarah Connor (quella delle "Cronache") dopo l'ennesimo viaggio nel tempo per fermare Skynet, per sbaglio finisce nell'antica Grecia Sparta e ne diventa regina.
Sarà infatti lei a narrarci (per ignoti motivi) la battaglia di Maratona dove vi fu un sanguinoso conflitto fra le forze greche e quelle persiane.
Nella battaglia a elevarsi al ruolo di Ulisse/Achille della situazione è un certo Temistocle, che uccide tutto e tutti utilizzando i magici poteri dello slow motion.
La tecnica di manipolazione temporale/montaggistica (anche se sono sicuro che non esista questo termine) è talmente lenta che riesce a congelare il tempo, per poi farlo riavviare a doppia velocità.
Comunque, mentre le navi persiane stanno giungendo nella spiaggia in quello che sembra essere lo sbarco in Normandia (io avrei chiesto i diritti di copyright, è abbastanza ovvio che gli americani li abbiano copiati), re Dario si stiracchia sul ponte della sua nave.
"Ok, ora darò le spalle alla spiaggia, dove si trova un nemico armato di arco" pensa il re persiano mentre si rilassa.
Temistocle che ha Arceria a 100 e l'abilità Colpo Preciso con Traiettoria Curvilinea scocca una freccia colpendo Dario, che nel frattempo ha udito (grazie ai sensi di ragno) il fruscio del proiettile e si è prontamente girato per farsi colpire al petto.
Il figlio, del re persiano, Serse corre, ma la tecnica dello slow motion non gli permette di salvare la vita al padre e possiamo solo udire i suoi "NOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!", mentre Temistocle se ne va nonostante che nella spiaggia vi sia una battaglia in corso.
Si passa rapidamente in Persia, dove facciamo la conoscenza di Artemisia, a questo punto starete pensando che la definirei una tipa interessante e invece no, vi spiegherò tutto a tempo debito.
Dario viene messo su un letto e stranamente ha ancora la freccia conficcata nel petto ed è ancora vivo, nonostante mesi di viaggio in mare e nonostante non si sappia come gli hanno sfilato l'armatura.
Alla domanda di come abbiano fatto a toglierli l'armatura senza togliere la freccia, la risposta più naturale e scientifica possibile è perché questo è un FANTASY!
Dario muore dicendo "Figliolo non rompere le balle di fieno ai greci" e Serse triste e sconsolato, grazie all'aiuto di Artemisia, capisce che l'unico modo per non rompere le balle di fieno ai greci è di invaderli di nuovo.
Serse parte alla volta del deserto per diventare un dio e dopo un bagnetto ristoratore lo diventa (forse?).
Artemisia nel frattempo si mette all'opera e uccide praticamente tutti gli uomini più fidati del regno, lasciando in vita solo quelli meno fedeli.
Il piano più geniale di sempre!
Comunque, se non lo avete ancora capito e se non lo avete capito è strano perché il film continua a insistere su questo dettaglio, in realtà è Artemisia il vero antagonista della storia.
Alla domanda di perché semplicemente lei non uccida Serse e non diventi la tiranna dell'impero, rispondo che Artemisia è talmente ingannatrice che inganna se stessa e si manipola in modo da mettersi in situazioni pericolose al posto di starsene su di un bel trono dorato a fare niente dalla mattina alla sera.
Serse il dio/re/burattino muove guerra alla Grecia e al mondo intero, anche se in sostanza il mondo intero corrisponde al Mediterraneo o poco altro.
Intanto Temistocle deve usare le sue doti diplomatiche per convincere i greci che i persiani bruceranno tutto e tutti e ci riesce, usando una di quelle tipiche arringhe guerriere patriottiche e demagogiche della fattispecie:
"Noi siamo liberi e moriremo liberi. Non ci faremo dominare perché questa è una democrazia, una democrazia dove le donne, gli schiavi e gli stranieri non possono votare. Non diventeremo mai schiavi, perché noi abbiamo un concetto bellissimo di libertà. Ognuno è libero in Grecia, tranne ovviamente i nostri schiavi che ci versano l'idromele nelle coppe e ci forniscono giovani ancelle minorenni o bambini per soddisfare i nostri appetiti sessuali/filosofici. Ma sopratutto Grecia F*ck Yeah!".
Temistocle chiede l'appoggio di Sarah Connor che gli rifila un sonoro due di picche, infatti, Leonida è andato allo strip club conosciuto come "L'Oracolo" e al momento è assente.
Un giovane spartano viene pestato a morte senza motivo apparente (non è un addestramento, perché dietro di lui ci sono quelli che si stanno addestrando sul serio) e poi vi è un gran discorso sull'essere Spartani con la S maiuscola e sull'essere uomini liberi e altre robe del genere.
Nel frattempo gli iloti facevano i lavori domestici nelle case spartane e non potevano sentire tutti quei bei discorsi sulla Libertà.
Dopo varie robe cominciano le battaglie, una è quella dei 300 (che non vedremo, perché la abbiamo già vista) e poi c'è una battaglia navale fra tre navi contro 1000.
Ovviamente le tre navi sono greche e distruggono qualcosa come venti navi persiane grandi il triplo e molto più corazzate di loro.
Artemisia è infuriata nera, perché aveva chiesto solo la vittoria e nessuno la soddisfa (occhiolino), di sicuro ridurre il numero dei suoi generali uccidendoli per i loro errori tattici si rivelerà una formidabile strategia a lungo termine (sarcasmo).
Artemisia, dopo un'ennesima battaglia andata a farsi benedire, pensa fra sé e sé a un magnifico piano "diplomatico/strategico".
"Nella mia giovane infanzia sono stata violentata da un gruppo di soldati greci che hanno ucciso i miei genitori dopo averli stuprati e dopo aver stuprato i loro cadaveri, da allora sono cresciuta divenendo una macchina della morte persiana, cinica e senza sentimenti. Ora però desidero ardentemente dare via il mio organo riproduttivo al mio nemico, perché è perfettamente coerente con la psicologia del mio personaggio e non di certo perché sono lo stereotipo della donna strega malvagia e di facili costumi che deve essere dominata, non solo nel senso bellico del termine, dal maschio greco intelligente, virile, possente e archetipo di tutto ciò che è giusto e macho" pensa fra sé e sé Artemisia mentre combina un'incontro con Temistocle.
L'incontro si risolve con un "Passa al lato oscuro della Forza Luke" e con questo:
Temistocle cede ma non cede (la cosa non ha senso, però questo è un FANTASY) e se ne ritorna al suo accampamento con la coda fra le gambe (letteralmente).
Uno dei suoi gli chiede: "Hai capito come sconfiggere Artemisia?", Temistocle risponde "Glielo dovremmo mettere nel c*lo!",
Ovviamente partono pacche sulle spalle e varie battute sui rigonfi muscoli dell'eroe maschio e conquistatore.
Il giorno seguente entra in scena una nave spargi petrolio (è un FANTASY) e strane bombe che esplodono grazie a precisi colpi di arco (è un FANTASY), i greci vengono sconfitti alla grande.
Temistocle cade in acqua e vede quelli che sembrano degli squali/murena/trote/scazzoni (scazzone non è una parolaccia, è un tipo di pesce [giuro che esiste]), la cosa ovviamente non ha alcun senso logico (vi devo ricordare che questo è un FANTASY?) e prontamente viene risvegliato da un tizio per evitare di dover spiegare quella roba lì.
Riusciranno dunque i greci a ribaltare le sorti della guerra? 
Che caspio centra il titolo 300? 
Quando vedremo l'alba? 
Artemisia riuscirà a manipolare qualcun altro? 
Sarah Connor sarà terminata? 
Gli spartani si faranno vedere prima o poi?
Per scoprirlo non vi resterà che guardare "300 - L'alba di un impero".

Ora come sempre veniamo alle mie considerazioni personali.
Scommetto che vi starete chiedendo cosa ne penso di questo "300 - L'alba di un impero", ebbene la risposta breve è: "Non ne ho la minima idea".
Come detto prima, non riesco veramente a farmi un'idea o un'opinione su una pellicola d'azione e questo film è sicuramente d'azione, oltre che di genere fantasy.
Quello che posso dire è che non ho trovato grandi differenze con il precedente "300", non solo dal punto di vista tramistico, ma anche di quello tecnico.
La storia di "300 - L'alba di un impero" è praticamente la stessa di "300", ben poco viene cambiato o rivoluzionato, usando in concreto lo stesso scheletro narrativo.
Infatti (ri)troviamo un incipit "flashback" in cui ci viene narrato un evento scatenante (Leonida contro il lupo & La battaglia di Maratona), dopo di che si passa a un lungo momento di chiacchiere in cui si ciarla continuamente di Libertà e grandi ideali ("Questa è Sparta!" & Temistocle usa Diplomazia [tira un d20 con risultato 20]), si passa poi ai combattimenti (Termopili & battaglia navale), vi è ancora una volta la dinamica padre e figlio compagni d'arme, arriva poi la fase in cui tutto sembra perduto e il successivo discorso d'incoraggiamento alle truppe e alla fine niente non ve lo dico perché sennò vi spoilero tutto.
Comunque se avete visto "300", questo "300 - L'alba di un impero" è della stessa salsa o minestra dir si voglia.
L'unico aspetto veramente interessante e diverso rispetto al precedente a parte le battaglie navali (ci torneremo) è la presenza di un antagonista.
In "300" vi era sì la figura di Serse, però era una figura lontana e in un certo senso molto vacua, quasi indefinita.
In questo "300 - L'alba di un impero" Serse è una sorta di specchietto per allodole, una marionetta di Artemisia che si guadagna il ruolo di antagonista principale, pur essendo di fatto un luogotenente o una sorta di braccio destro.
Da una parte il personaggio di Artemisia è interessante, le macchinazioni, i giochi di potere, i complotti e le manipolazioni la rendono un personaggio sfuggente nella prima parte del film, salvo poi divenire una sorta di principessa guerriera che lotta personalmente nel campo da battaglia.
E qui mi dispiace dirlo ma la cosa non ha il minimo senso, perché Artemisia da personaggio che lavora nell'ombra diventa invece il nemico in prima linea?
Posso comprendere tutto il discorso della vendetta e dell'astio nei confronti della Grecia e il fatto che "voglia vederla bruciare", ma per me rimane comunque un cambiamento troppo drastico di un personaggio mal congegnato.
Per quanto mi piaccia vedere personaggi femminili con personalità complesse e interessanti, devo dire che Artemisia è un personaggio sessista.
Purtroppo nella caratterizzazione di questo personaggio si vede la mano di Zack Snyder che ha lavorato alla sceneggiatura.
Infatti, il noto regista, qui produttore/sceneggiatore come sempre inserisce personaggi femminili che assolvono il ruolo di "donne dai facili costumi" e la cosa non mi è mai andata a genio, nonostante alcuni suoi film mi siano piaciuti.
Artemisia è una donna che avanza fra i ranghi persiani non utilizzando le sue abilità di stratega o di combattimento, bensì manipolando, utilizzando la propria sensualità come arma e dunque comportandosi come una donna oggetto, come una meretrice spietata e infame.
Artemisia è esattamente il contrario di Temistocle, impulsiva, feroce, violenta, codarda (nell'usare la via facile) è un personaggio creato ad hoc per esaltare l'idea maschilista che sta dietro a questo film (e lo dice un maschio).
Temistocle è l'eroe, maschio, guerriero ma allo stesso tempo stratega e diplomatico, rapido con la lingua e con la spada, calcolatore e in qualità di stereotipo maschile privo di qualsivoglia emozione.
Temistocle è il prototipo del superuomo infallibile e perfetto, mentre Artemisia è la sua nemesi, la donna cattiva, passionale, subdola e traditrice.
Artemisia è Eva, la donna del peccato mentre Temistocle l'Adamo perfetto.
Gorgo la regina di Sparta, a un primo sguardo potrebbe sembrare invece il contrario di Artemisia, ovvero la donna degna di essere pari dell'uomo e invece ci viene mostrata in preda alle emozioni di fianco a uno spokkiano Temistocle.
Mi dispiace, ma questa tipologia di personaggi femminili non riesco a sopportarli, perché sono personaggi estremamente stereotipati e forvianti.
Oltre alle protagoniste secondarie la pellicola continua a calcare la mano con immagini fortemente ammiccanti, in cui si continua a professare una spartana (esaltata ed estremizzata) concezione virile di maschio.
Gli infiniti dettagli sui muscoli tesi dei guerrieri, sui corpi scultorei sudati e in movimento, sul dinamismo e il senso di cameratismo, le mani glabre e ruvide si scontrano alle scene in cui i due personaggi femminili sono fermi o inoperosi come a convincerti che l'uomo deve essere proiettato all'azione mentre la donna subisce.
E' emblematica la scena di sesso/lotta, in cui nonostante la preparazione atletica/bellica e la condizione favorevole di Artemisia ella venga piegata e dominata da dietro, governata dal ruvido eroe maschio che può tutto.
Ad alcuni sicuramente piaceranno questi concetti maschilisti, a me invece fanno ribrezzo e sono seriamente preoccupato di che tipo d'impatto potrebbero avere su un pubblico dalla mentalità debole.
La spada, in questo film, ha lo stesso ruolo dell'organo riproduttivo che ha all'interno di una società di primati.
Ora francamente non ricordo precisamente in quale ordine di scimmie, macachi o babbuini o altri primati, vi sono casi in cui durante il periodo dell'accoppiamento i maschi si scontrano fra loro, percuotendosi a vicenda con il membro eretto e facendo a gara a "chi ce l'ha più lungo".
Ebbene in "300 - L'alba dell'impero" la spada è l'estensione dell'organo maschile, impugnato e agitato per percuotere e menomare gli avversari, ma sopratutto per penetrare la donna e nessuno può dire che non è vero.
So già però che qualcuno mi darà del moralista o del bacchettone, ma francamente questo è quello che penso e mi trovo completamente in disaccordo con la visione dell'universo femminile che questo film propone.
Comunque allontanandoci dal terreno minato della questione fallocentrica di "300 - L'alba di un impero" e fermiamoci un attimo a parlare della componente tecnica, ovvero regia, montaggio e tutta quella roba lì.
Al di là che non ho la minima idea di chi sia Noam Murro, a me francamente questo film sembra girato da Zack Snyder.
Sul serio, non ho trovato nessun tipo di visione personale o stile di regia che mi facesse pensare al fatto che questo "300 - L'alba di un impero" fosse diretto da un altro tizio.
O Noam Murro è un bravissimo camaleonte. oppure è un regista talmente anonimo da essere manovrato dal burattinaio Zack Snyder, esattamente come avveniva a Serse nel film.
Arriviamo al montaggio.
Bene, su questo devo esprimere le lodi, perché per un film d'azione come questo è fatto bene e non crea problemi di visione.
A me le scene di combattimento di "300" e "300 - L'alba di un impero" sono piaciute, proprio per quel fattore rallenty, blocco e poi partenza in quarta che tanti invece odiano.
Purtroppo io sono abituato alle scene di combattimento di stampo orientale, in cui non importa la velocità o la spettacolarità delle mosse, bensì la coreografia e la "meditazione".
Per chi non è avvezzo, spiego in breve con cosa intendo "meditazione".
In sostanza, nel cinema orientale, in particolare quello giapponese e cinese, le scene di combattimento sono molto teatrali, ovvero sono scene "lente" in cui tu puoi vedere ogni singola mossa perfettamente.
Nelle tecniche marziali c'è molta filosofia zen e di conseguenza la bellezza nella contemplazione, si esalta dunque il colpo potente ma lento, definitivo e decisivo, di solito inferto quando l'avversario sbaglia.
Ecco in "300 - L'alba di un impero" non vi sono combattimenti zen, infatti le scene sono un tripudio di sangue e arti mozzati, ma c'è questa estetica del colpo al rallentatore, del fermare il tempo per far vedere le singole mosse e infine raddoppiare la velocità per dare l'idea della potenza rilasciata.
E' una cosa puramente soggettiva, so per certo che ad alcuni non piace. Invece a me questo stile di combattimento molto coreografico in cui lo scudo ha un ruolo importante piace e lo preferisco rispetto ai normali canoni dei film americani, in cui tutto è velocizzato all'inverosimile.
La fotografia è troppo patinata per i miei gusti, sembra sul serio di essere sul set di un calendario di una rivista sportiva maschile.
Luci calde anzi caldissime, assieme a raggi certosini fanno brillare i corpi statuari dei soldati, pieni di sudore e in cui ogni possibile tendine e muscolo è teso come la corda di un arco olimpionico.
Sarà invidia maschile, sarà che non sono di quella sponda, comunque per me non è gradevole vedere per 102 minuti dei tizi in mutande/tanga, sopratutto perché sono più o meno sicuro che esistessero le armature all'epoca:
Gli effetti speciali in alcuni casi sono fatti bene, come per esempio il dettaglio delle trucidazioni, per il resto ve ne sono un mucchio di veramente pacchiani e poco ispirati.
In particolare è sempre difficile comprendere durante le scene di combattimento navali e non, quante siano le forze in gioco, ma sopratutto vi sono scelte discutibili fatte per risparmiare sul budget (un unico cavallo caricato su una nave da guerra quando ne dovevano essercene degli altri, senza poi dimenticare che scompare nel nulla)
di 110 milioni di dollari.
Al che uno francamente, si chiede come si possa risparmiare sugli effetti speciali con un film del genere e con un budget così elevato.
La colonna sonora è abbastanza standard per il genere, largamente dimenticabile tranne un motivetto epico che è stato infilato a caso in una scena per niente epica.
Bene, credo di essere riuscito a dire tutto quello che c'era da dire in merito a questo "300 - L'alba di un impero".
In definitiva ci ritroviamo allo stesso "300", cambiato solo in alcune parti ma per il resto uguale a se stesso e riciclato.
Niente di particolarmente interessante o degno di nota, anzi perfino pietoso per come si vuole veicolare un messaggio maschilista e potenzialmente pericoloso al pubblico senza presentare personaggi femminili interessanti o dalla psicologia evoluta.
Alla fine forse ho preso troppo seriamente questo film e ho tradito ciò che dicevo all'inizio.
Ovvero, che questo è solo un fantasy e deve essere giudicato senza tanto badare alla coerenza o ai messaggi di cui si fa portavoce ma credo che nonostante il "sense of wonder" e nonostante la matrice da sword & sorcery, per un film fantasy del 2014 mi sarei aspettato meno propaganda MASCHIO = DOMINATORE e DONNA = OGGETTO e molta più FANTASIA.
Ciao Mondo.

2 commenti:

  1. E oltre a tutto questo prova a spiegare che l'urban fantasy non è Twilight... XD

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    1. Un impresa quasi impossibile, ma ci proverò.

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