venerdì 4 aprile 2014

The Lone Ranger


Ciao Mondo, sono il Dottor Zero e oggi voglio parlare di "I cowboy dei Caraibi" altresì conosciuto come "The Lone Ranger".
Partiamo da un fatto, anzi due o per meglio dire tre:

  • Non sono un patito del genere Western;
  • Non ho mai visto/letto/ascoltato niente riguardante "The Lone Ranger";
  • Questo è un articolo in cui sono presenti degli spoiler;

Partiamo dal punto 1, ovvero non sono un patito del genere Western.
Mi dispiace dirlo ma purtroppo a parte pochissime eccezioni (fra cui figura La trilogia del dollaro) il Western è un genere che non mi attira quasi per niente.
Sarà tutta la questione della grondante americanità che traspare da quelle pellicole, oppure le storie di vendette e sparatorie con lunghe camminate nel deserto, ma sta di fatto che (ricordo salvo poche eccezioni) il Western non lo apprezzo particolarmente.
Sia chiaro, non dico che lo odio, infatti ci sono state delle pellicole Western che mi sono piaciute e anzi considero dei veri capolavori come per esempio "C'era una volta il West" delle ottime pellicole.
Dico semplicemente che non lo riesco ad apprezzare appieno come genere cinematografico.
Per chi è curioso di sapere quali sono i generi cinematografici che odio, eccovi rapidamente la top 3:

  1. Mockumentary/P.O.V/found footage;
  2. Porno/erotico;
  3. Musical;


Potrei dilungarmi nel spiegare perché odio questi generi di pellicole, ma porterebbe la mia mente lontano dalla meta prefissata (la trattazione del seguente film).
Passiamo al punto 2, in altre parole la conoscenza del materiale originario pari a zero.
Io non vi so dire se questo "nuovo" "The Lone Ranger" sia una trasposizione riuscita del radiodramma/film/fumetto/telefilm ecc.... quello che vi posso dire è la mia personale opinione a riguardo di questa pellicola specifica.
Arriviamo al terzo punto, ovvero gli spoiler.
Chi mi conosce sa che odio gli spoiler.
Credo che in nessuno dei miei articoli io abbia mai inserito degli spoiler, purtroppo in questo particolare caso sono costretto a parlare di alcune situazioni narrative che si presentano nel film.
Perchè?
Gran parte della trattazione riguarderà il senso generale della trama e il suo significato e sopratutto lo sviluppo dei personaggi.
Dunque se non avete visto il film, NON LEGGETE!
Bene fatte le dovute premesse, partiamo dalla trama:

"1933, un ragazzino completamente inutile ai fini della trama incontra in una fiera itinerante sul Selvaggio West un Tonto.
Ovvero Tonto, il compagno d'avventura (non in quel senso) di Ranger Solitario (italianizzato in Lone Ranger).
L'anziano nativo americano dai tratti decisamente caucasici racconta la storia dietro la storia di Ranger Solitario, inserendo dei buffi inserti comici e alcuni buchi di trama.
Ranger Solitario prima di diventare per l'appunto Ranger Solitario era un pomposo avvocato/procuratore distrettuale di città completamente inadatto alla dura vita del Selvaggio West.
Il suo nome era John e all'inizio del film (dopo la parentesi bambino) egli viaggiava su di un treno.
Sul suddetto treno viaggiava anche (incatenato) Tonto e l'assassino Butch(er) Cavendish.
Il convoglio ferroviario è sequestrato da un gruppo di manigoldi che salvano il loro capo, mandando la locomotiva su un tragitto non ancora terminato.
Tocca a Tonto assistito (ma anche no) dall'avvocato salvare la situazione.
Dopo un'inutile scena d'azione l'avvocato incarcera l'indiano perché è accusato di essere un indiano.
Facciamo la conoscenza poi della moglie del fratello di John, l'interessamento amoroso Rebecca......

"John io ti amavo così tanto, ma così tanto che quando sei partito non ho comprato un biglietto per seguirti e ho sposato tuo fratello, dandogli perfino un figlio. Però sappi John che ti amo ancora moltissimo."

Dopo cinque minuti d’inutili farneticazioni sul fatto che Rebecca non sia una donna coerente, un gruppo di ranger fra cui figura il fratello figo dell'avvocato e John stesso partono alla volta delle orme di Butch(Windigo) Cavendish.
Il gruppo di ranger si accorge troppo tardi che stanno per finire in una....
Tutti i ranger muoiono, ma tramite un trip allucinogeno in stile "Blueberry" e Lo Spirito del Cavallo l'avvocato torna alla vita per vendicarsi dei suoi uccisori.
Aiutato da Tonto e dai suoi insani consigli, il Ranger Solitario dovrà portare giustizia nel Selvaggio West, ci riuscirà?
Ovviamente sì!"

Dunque concluso il riassunto della trama, partiamo subito dal punto cruciale della mia opinione, ovvero che la sceneggiatura è stata scritta con i piedi.
Anzi forse sarebbe meglio dire che è stata scritta con le unghie dei piedi, magari usando le unghie dei piedi di una scimmia, oppure inserire qui una battuta inerente alla condivisione di un singolo neurone operativo da parte degli sceneggiatori (tre di numero).
Il fatto è, che la trama è molto lineare ed estremamente semplice.
Questo non significa che sia un difetto, sopratutto perché il materiale originario è quello di un western classico.
E' naturale infatti trovare l'immancabile storia di vendetta, la diatriba fra il progresso della ferrovia e la cultura tribale dei nativi e sopratutto la netta divisione fra buoni e cattivi.
I buoni sono buoni perché sono buoni e i cattivi sono cattivi perché sono cattivi (diplomati con lode perfino all'Accademia dei Cattivi), insomma per riassumere cappelli bianchi (buoni) VS cappelli neri (cattivi).
"Sei proprio tu John Wayne?"
Dunque passi la semplicità (o forse l'ingenuità?) degli anni 30, ma il punto cruciale è che in una storia così semplice non ci possono essere dei buchi di sceneggiatura.
Ma sopratutto, tu "simpatico" sceneggiatore (in questo caso sceneggiatori) non puoi sbagliare lo sviluppo dei personaggi, con una trama elementare di questo tipo.
NON PUOI!
Qualcuno mi deve spiegare la storyline del bambino.
Che significato ha?
Il ragazzino vestito da cowboy che incontra Tonto all'inizio del film conosce già la storia di "Ranger Solitario", perché dunque la narrazione in flashback?
Non si poteva partire direttamente con la trama narrando gli eventi del treno, senza allungare per niente la pellicola?
A parte le scenette comiche dell'incongrua "versione" di Tonto, c'è veramente un motivo narrativo per cui il film deve iniziare sessantaquattro anni dopo gli avvenimenti narrati?
L'unico motivo valido per la presenza del ragazzo all'inizio, sarebbe stato il narrare la storia come messaggio etico/morale in cui alla fine il ragazzo avrebbe imparato qualcosa d’importante per lui.
Questo tecnicamente sarebbero state le intenzioni degli sceneggiatori, peccato che il messaggio etico/morale del film sia qualcosa di altamente contraddittorio.
E arriviamo a un punto importante, ovvero lo sviluppo dei personaggi.
Lo sviluppo dei personaggi in questo film è orribile, in generale gestito in maniera pessima.
Partiamo parlando ovviamente del protagonista:
John Reid, ovvero il futuro Ranger Solitario (continuerò a usare questo nome, perché Lone Ranger suona dannatamente stupido in una pellicola doppiata in italiano!) all'inizio delle vicende che lo porteranno a diventare un custode della Legge, è un personaggio interessante a mio parere.
In un'epoca in cui per fare giustizia bastava tirare il cane del proprio revolver e sparare contro il farabutto, il personaggio del procuratore distrettuale che vuole portare la legalità usando le vie civili, piuttosto che la violenza è qualcosa di diverso e particolare.
John Reid aborra l'uso delle armi e il maltrattamento dei cattivi, ovviamente i suoi modi goffi da cittadino si scontrano con la dura e selvaggia realtà del caotico West e dunque dovrà cambiare i suoi "parametri" etici.
Quando John diventa Ranger Solitario, abbiamo una completa e incoerente trasformazione del personaggio, peraltro non motivata dalla scomparsa del fratello (nemmeno una lacrima versata o una faccia triste per il parente scomparso).
Ranger Solitario è un pomposo eroe incapace di fare qualunque cosa, se non di lamentarsi continuamente e cui la legalità e la lotta contro le ingiustizie, ma sopratutto l’incolumibilità degli innocenti frega ben poco.
Tecnicamente Ranger Solitario è un antieroe eroico, ovvero un eroe che lavora al di fuori della legalità, ma che opera come detentore della Giustizia e della Legge da "criminale".
Lo possiamo considerare un "caotico buono" sulla fattispecie di personaggi come Zorro, Batman o Robin Hood, ovvero un buono che usa metodi illegali per promuovere la giustizia, insomma un vigilante.
Il problema è che gli sceneggiatori hanno voluto, dato che si tratta di una pellicola della Disney, "ammorbidire" il personaggio del Ranger Solitario.
Per fare ciò gli hanno incollato a forza la personalità di Jack Sparrow, rendendo il personaggio una macchietta comica (sul fattore comicità torneremo poi).
La cosa che mi ha stupito di più del personaggio, è il fatto di come Ranger Solitario praticamente non salvi quasi nessun innocente.
Qualcuno a questo punto dirà "Ma i tizi del treno?"
Ok, quelli li salva, ma effettivamente i passeggeri dei tre treni in difficoltà presenti nella pellicola erano persone bianche o caucasiche se preferite dirlo così.
Quante persone di colore vengono salvate da Ranger Solitario?
La risposta è nessuna.
NESSUNA!
Ed è una cosa che mi fa riflettere sul senso etico del personaggio, in una scena particolare sopratutto.
C'è una scena ambientata alla miniera da cui i cattivi estraggono l'argento, ebbene c'è un gruppo di lavoratori orientali che protestano parlando di spiriti e fantasmi indiani.
Butch, l'antagonista, spara a bruciapelo al capo dei cinesi.
E dov'era Ranger Solitario?
All'interno della caverna intento a spaventare i lavoratori cinesi.
Ranger Solitario il Custode della Legge, il Difensore dei deboli, il Prode Eroe, lascia morire un povero tizio senza muovere un singolo dito per salvarlo.
Questa sì che si chiama moralità!
Altra scena.
Durante la cerimonia dell'inaugurazione della ferrovia, il prode Ranger sulla sella del suo destriero dirige una mitragliatrice prima contro un gruppo di soldati, poi contro l'ufficio degli azionisti della compagnia dei ferrovieri.
All'interno dell'ufficio era sì presente il secondo cattivo della storia, ma vi erano anche un sacco di persone innocenti e Ranger Solitario sembra fregarsene altamente.
Per fortuna nessuno viene ferito, ma l'atto in sé combinato con la personalità del protagonista non ha il minimo senso, come del resto le scene di sparatorie eseguite all'interno dei vagoni del treno pieni zeppi di passeggeri.
E scene di questo tipo ve ne sono a bizzeffe.
Insomma situazioni in cui l'eroe dovrebbe fare l'eroe, ma che invece si risolvono in sconclusionate scene d'azione in cui il "buono" mette in pericolo persone innocenti, oppure per sua colpa ne causa la morte (il caso del cinese di prima).
Anche lo sviluppo di Tonto, la spalla comica del Ranger (anche il Ranger è una spalla comica di sé stesso), non ha senso.
In particolare, ricordo la seguente scena in completo conflitto con lo sviluppo del personaggio.
Ranger Solitario salva la vita a Butch Cavendish stordendo Tonto, il nativo poi si risveglia e rimane alla miniera senza nessun motivo apparente.
Ranger Solitario dopo aver scoperto il vero cattivo viene catturato e condotto alla già citata miniera.
Ebbene, sta per essere giustiziato quando interviene Tonto per salvarlo.
Non vi era stata nessuna pacificazione fra i due, nessun dialogo in cui ritornavano a essere amici, semplicemente Tonto decide di salvarlo LASCIANDO MORIRE IL PROPRIO POPOLO!
Esatto, durante il salvataggio di Ranger Solitario gli indiani attaccano la miniera e vengono trucidati dalla cavalleria e cosa fanno i nostri "eroi"?
Aiutano i nativi americani?
Cercano di convincere la cavalleria a riporre le armi?
NO!
Fuggono, semplicemente se ne vanno lasciando morire un'intera tribù solo per mettersi in salvo.
Che audacia!
Che coraggio immenso!
Wow sono stupefatto!
P.S.: Ovviamente sono sarcastico.
Se l'ago della bilancia riguardante la tutela della vita degli innocenti per Ranger Solitario oscilla secondo il colore della pelle, anche i suoi "inossidabili" valori etici/morali riguardanti i cattivi sono contraddittori.
Se Ranger Solitario fin da subito professa il non maltrattamento dei malvagi, abbiamo poi una scena in cui il nostro "eroe" lega Butch e a bordo del suo bianco destriero cavalca verso il deserto.
Butch viene condotto legato per le mani e costretto a camminare per il deserto, senza né cibo né acqua dal nostro Ranger che prima l’ha salvato da una giustizia sommaria.
Una volta condotto alle autorità, Butch viene picchiato, al ché il nostro "eroe" interrompe il pestaggio perché vuole un processo legale e giusto senza maltrattamenti, perché ovviamente una "simpatica" camminata nel deserto sotto costrizione fisica non è considerato maltrattamento.
SVILUPPO DEL PERSONAGGIO COMPLETAMENTE INCOERENTE!
Il messaggio morale totale del film è: "SE LA GIUSTIZIA FALLISCE, INDOSSA UNA MASCHERA, PRENDI UN'ARMA E FATTELA DA SOLA".
Però mi sono chiesto più volte durante la visione del film: "In tutto il Texas c'erano solo otto Ranger?", "Oltre alla cittadina di Colby, nelle vicinanze non vi erano altre città con relativo sceriffo o autorità legali?".
Sapete perché me lo chiedo?
Me lo chiedo perché, essendo il codice morale del protagonista a favore di un processo equo e legale egli non abbia pensato di portare i cattivi nella più vicina città invece di farli sterminare in rocambolesche uccisioni ambientali.
Voglio dire i testimoni c'erano, bastava catturare i cattivi e portarli dalle autorità competenti perché, immagino che il Texas sia molto grande e che abbia di conseguenza molte città oltre a Colby, oppure Colby è la capitale della giustizia americana?
Dunque cosa potrebbe mai aver imparato il ragazzo dell'inizio film in merito alla "giustizia" e all’"eroismo"?
Ma ovviamente non c'è nessun problema, chi se ne frega del messaggio morale o dell'incoerenza etica del protagonista quando abbiamo il disimpegno comico di Johnny Depp?
Hahhahah si ride, perché Tonto dice la cosa buffa, fa la faccia buffa oppure il cavallo si comporta in maniera buffa.
Pfff, pensavate sul serio che questo fosse un film che volesse insegnare qualcosa?
Ma come ci siete cascati?
E arriviamo a parlare della comicità.
La comicità in "The Lone Ranger" ha il ruolo di disimpegno, infatti le scenette comiche inserite qua e là (una ogni 10 minuti circa) ci vengono presentate in situazioni di calma, oppure dopo scene d'azione.
Il problema non sta tanto nel tipo di comicità di queste scene umoristiche (slap stick comedy), semmai per la loro presenza massiccia, ma sopratutto perché non sono contestualizzate.
In pratica gli inserti comici sono fuori posto.
Esemplare di questo tipo di manovra commerciale è la scena descritta poco sopra che ora amplio.
Prima ho scritto che Lone Ranger viene salvato da Tonto, mentre la tribù di nativi americani viene decimata.
Ebbene i due "eroi" fuggono grazie a delle funamboliche scene d'azione e abbiamo questo momento drammatico che dovrebbe far riflettere.
Tonto vede il cadavere di un corvo galleggiare nell'acqua, mettiamoci una musichetta triste e facciamo ricordare al pubblico che questa cosa era già successa nel passato.
"Ma aspettate il film ora sta diventando troppo serio" avrà pensato uno dei tre sceneggiatori e infatti ecco spuntare il cavallo che si trova "appollaiato" su di un ramo di un albero.
Faccia buffa di Tonto e battuta sulla falsa riga di "Quel cavallo è tutto matto".
Mentre io rimango sconcertato di fronte al piazzamento di una scena comica fuori contesto e inutile, posta poco dopo una scena di morte e sterminio, il pubblico ride in quella che sembra essere una parodia o un paradosso dell'umana ragione.
Un conto è piazzare una scena divertente in un momento di calma per alleggerire il tono, un conto è distruggere del tutto il tono di una pellicola come mero disimpegno comico.
L'inserimento di queste scene comiche, veri e propri disimpegni è dovuto al fatto che gli sceneggiatore hanno voluto trasformare "The Lone Ranger" in una sorta di nuovo "Pirati dei Caraibi", utilizzando lo stesso tipo di personaggi e di comicità.
Questa manovra è chiaramente di ordine produttivo e commerciale, infatti è fatta apposta per non rendere la pellicola troppo seria e per attirare e svagare quella parte di pubblico giovane e giovanissimo che fa parte degli spettatori.
"The Lone Ranger" è "I cowboy dei Caraibi" con uno Johnny Depp nel ruolo di spalla comica che interpreta per l'ennesima volta un ruolo da stramboide simpatico.
Dal punto di vista registico l'unica differenza fra questo film e uno della serie "Pirati dei Caraibi" è il ritmo, in questo caso molto più diluito per cercare di dare l'idea di "western classico".
Tecnicamente il film non è male, i siparietti comici sono divertenti anche se nella maggior parte delle volte fuori contesto o perfino aberranti, l'azione e gli effetti speciali nel complesso non sono malvagi, ma il vero problema di questa pellicola è la storia.
Non puoi fare una storia su un eroe che non si comporta da eroe.
Tutto lo sviluppo del personaggio e la sua evoluzione sono completamente incoerenti e mandate letteralmente alle ortiche, solo per motivi di ordine commerciale.
E nemmeno la presenza di Depp può risollevare le sorti di una pellicola semplicemente sbagliata già dalla sceneggiatura.
Mi dispiace, ma per me è molto più importante la storia piuttosto che la resa stilistica e dunque devo assolutamente bocciare "The Lone Ranger".
Ciao Mondo.

2 commenti:

  1. Sono sempre più contento di non aver voluto vedere questo film.

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    1. Hai fatto bene, non ti sei perso assolutamente niente.

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